Antartide, lo scrigno climatico del pianeta
Sede:

La ricerca oceanografica in Antartide
I poli sono le regioni del pianeta che rispondo più rapidamente ai cambiamenti climatici.
Gli effetti del riscaldamento globale in queste regioni si osservano prima e le variazione indotte sono più rapide.
Da fine anni 80′ l’Italia è impegnata in Antartide per condurre ricerche in vari settori scientifici. Il clima e come l’oceano ha effetto sul clima, sono tra gli studi che maggiormente hanno impegnato i ricercatori di molti enti di ricerca e università italiane.
In questa presentazione si mostreranno i più importanti risultati dei questa attività di ricerca, con lo scopo di informare una platea più ampia possibile del perchè si fa ricerca climatica/oceanografica in Antartide, quali sono le indicazioni che fino ad ora sono emerse e quali sono i potenziali rischi a cui è esposto il nostro pianeta se il riscaldamento globale continuerà senza che si provi a rallentare l’incremento.
Venerdì 17
Alle ore 11.00, per le scuole (su prenotazione), durata: 1 ora.
Sabato 18
Domenica 19
Se sei una scuola prenota il tuo posto scrivendo a Camilla nei seguenti orari
Lun-Ven: 9.00 – 18.00
Sab: 9.00 – 14-00
Per le attività aperte al pubblico non è necessaria la prenotazione, tranne dove diversamente indicato.
Pierpaolo Falco -UNIVPM
climatologia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze ed Ingegneria del Mare all’Università Federico II di Napoli. Dal 2006 ad oggi ha tenuto corsi in oceanografia fisica (sia generale che costiera), oceanografia polare, misure oceanografiche, climatologia e meteorologia e rischio climatico in corsi di laurea triennale, magistrale e di dottorato di ricerca prima all’università Parthenope di Napoli e poi all’università Politecnica delle Marche dove è entrato in servizio a novembre 2020. E’ responsabile del Laboratorio di Oceanografia del DISVA.Gli interessi di ricerca sono rivolti agli aspetti dell’oceanografia fisica descrittiva sia mediante l’utilizzo delle tecniche più classiche di misura in mare che mediante l’applicazione di strumentazione di avanguardia (strumenti autonomi, droni marini).Ha partecipato a numerose campagne oceanografiche nel mar Mediterraneo su mezzi navali di diverse dimensioni. Ha partecipato a 14 campagne oceanografiche nel Mare di Ross in Antartide di cui 4 come responsabile scientifico a bordo. E’ autore/co-autore di più di 50 articoli pubblicati sulle principali riviste di settore.

