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Crolli, bachi informatici e misure balorde: quando la scienza ha fatto male i conti

I clamorosi errori della scienza

Conferenza.
Aerei all’avanguardia che esplodono in volo perché hanno i finestrini quadrati, sofisticati microchip che non sanno fare le divisioni, navi che si spezzano in due nel porto, grattacieli che bruciano le cose in strada, computer che perdono la cognizione del tempo e sonde spaziali costate milioni e andate perdute perché abbiamo preso male le misure. In questo incontro non parleremo, una volta tanto, di truffe, negligenze, manifesta incompetenza o uso di materiali scadenti. Al contrario, nelle vicende proposte tutto sembrava fatto a regola d’arte dai migliori progettisti, dagli ingegneri più quotati e senza badare a spese. Eppure, qualcosa è andato comunque storto. «Com’è stato possibile?» ci si chiederà, e «Ma non potevano accorgersene prima?» Già, solo che spesso non c’era un prima, nel senso che i responsabili dell’errore si stavano confrontando con un problema che era insorto per la prima volta, e non avevano termini di paragone. Parleremo di crolli, incidenti aerei e ferroviari nell’ingegneria, di bachi informatici assurdi, di incomprensioni legate alle unità di misura – parlarsi per mettersi d’accordo non è mai stata una specialità del genere umano – di scienza patologica, cioè scienziati che vedono solo ciò che vogliono vedere, fino alle principali criticità che ci attendono al varco con l’Intelligenza Artificiale, ovvero “l’errore che verrà”, se non sviluppiamo al meglio questa straordinaria tecnologia. Verranno illustrate le ragioni del fallimento accanto ad alcune strategie che la scienza mette in campo per proteggersi dalle cantonate, come la peer-review nella ricerca accademica, il debugging nel mondo dei software e la ridondanza strutturale in ingegneria, uno strumento fondamentale per progettare edifici più sicuri. In particolare, si sottolineerà il vero punto di forza della scienza: non il metodo sperimentale, che di per sé non basta, bensì la natura corale dell’impresa scientifica, dove il sapere si costruisce attraverso la condivisione delle idee, il confronto serrato, la verifica incrociata delle osservazioni prima di elevarle al rango di scoperta. Perché nessuno fa scienza da solo.

«Ogni storia di scienza è una storia di errori. Errori che scompigliano le idee, dati che non sposano la teoria, fallimenti che portano a immaginare modelli sempre più perfezionati per descrivere un pezzo di mondo. Il compito dello scienziato non è mettere dei punti fermi su cui riposare in pace, ma lavorare di lima e scalpello per sgrossare il nostro grado di incertezza. Si tratta di un sapere in divenire, che germoglia da un impasto di radicale scetticismo e messa in discussione delle proprie conquiste, pur nella meraviglia di scoprire che qualcuna di esse continua a rimanere in piedi. Dico meraviglia perché è lì che si intravede, forse, quel po’ di verità che è concessa agli uomini su questa Terra».

Maggiori info sul suo libro: https://www.amazon.it/Eppure-doveva-affondare-Quando-scienza/dp/8833942430?asc_source=01JXFWS2287SW5KVR3N3DCN2EP&tag=snxit334-21

Venerdì 17

Sabato 18

Alle ore 9.00, per le scuole (su prenotazione), durata: 1,5 ore circa.

Domenica 19

Se sei una scuola prenota il tuo posto scrivendo a Camilla nei seguenti orari

Lun-Ven: 9.00 – 18.00
Sab: 9.00 – 14-00

Per le attività aperte al pubblico non è necessaria la prenotazione, tranne dove diversamente indicato.

Devis Bellucci

Devis Bellucci è un fisico, professore associato in Scienza e tecnologia dei materiali al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. I suoi interessi spaziano dai materiali compositi per automotive ai biomateriali per protesi e medicina rigenerativa, fino alla storia della scienza e della tecnologia. È stato incluso nella lista dei “World’s 2% Top Scientists” elaborata dall’Università di Stanford (USA) – l’elenco degli scienziati che si distinguono a livello mondiale per autorevolezza e produttività scientifica.

Scrittore, giornalista e divulgatore scientifico, ha collaborato con diverse testate tra cui «Vanity Fair». Ha pubblicato “Eppure non doveva affondare. Quando la scienza ha fatto male i conti” (Bollati Boringhieri) da cui è tratta la presente conferenza, “Materiali per la vita. Le incredibili storie dei biomateriali che riparano il nostro corpo” (Bollati Boringhieri, Finalista al Premio Letterario Galileo 2023, tradotto in russo), “Perché la forchetta non sa di niente? E altre domande curiose per capire la scienza senza uscire di casa” (Rizzoli, tradotto in romeno, turco e arabo) e “Guida ai luoghi geniali. Le mete più curiose in Italia tra scienza, tecnologia e natura per piccoli e grandi esploratori” (Ediciclo). Ha partecipato su invito ai più importanti Festival nazionali dedicati alla scienza, tra cui il Food and Science Festival di Mantova, il Festival delle Scienze di Roma, il Festival Scienza e Virgola di Trieste, l’Internet Festival di Pisa, il Salone Internazionale del Libro di Torino, il Cicap Festival di Padova, PordenoneLegge e PordenonePensa. Molto attivo sui social, lo trovate come @ditantomondo.

https://www.amazon.it/Eppure-doveva-affondare-Quando-scienza/dp/8833942430?asc_source=01JXFWS2287SW5KVR3N3DCN2EP&tag=snxit334-21

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